Nel film “Totòtruffa ‘62” (https://www.youtube.com/watch?v=YtERpaeRnB8) il celebre Totò veste i panni di un truffatore e, spacciandosi per il cavaliere Antonio Trevi, improbabile proprietario della celebre fontana di Roma, si adopera per vendere il monumento a uno sprovveduto turista. È una scena esilarante, che dimostra un certo carattere dell’ingegno italico, speso nella maniera truffaldina piuttosto che a favore di azioni utili.
La recente decisione del Comune
di Verona di rendere a pagamento il cortile e i vani della cosidetta “casa di
Giulietta” ha un po’ questo tenore, che naviga tra la cialtroneria e la
mistificazione. Per un somma tutt’altro che modica -12 euro con prenotazione
obbligatoria- 1460 eletti al giorno potranno passeggiare nel cortile, farsi
immortalare con la statua dell’eroina shakesperiana e visitare la casa
medievale. Che, come tutti sanno in Italia, non ha niente a che vedere con i
Capuleti e la storia di Romeo e Giulietta, ma è un conclamato falso. Le
autorità, insomma, invece di risolvere le molteplici problematiche del turismo
di massa, si adeguano e divengono complici del luna park. Dal 6 dicembre al 6
gennaio, giusto per fare cassa e verificare i risultati del provvedimento che –scommettiamo?-
diventerà effettivo in vista dell’estate 2026 (https://www.museiverona.com/).
L’idea, di per sè geniale, di
trasformare la locanda medievale della famiglia Dal Cappello (e infatti la via
dove sorge la “casa di Giulietta” si chiama proprio via Cappello) nella corte
dei Capuleti, venne a un veronese doc, Antonio Avena che fu per trentacinque
anni direttore dei musei civici. Avena ricreò i luoghi shakesperiani e lo fece
sull’onda dell’interesse suscitato in America da “Romeo and Juliet”, versione
cinematografica della tragedia diretta da George Cukor uscito nel 1936. La casa
venne abbellita e intervenuta con forme neogotiche e con l’inclusione del
famoso balcone, fino ad allora inesistente. Poco a poco venne trasformata in
una casa museo con affreschi, arredi e oggetti di diversa provenienza. Ultimo
tocco, la collocazione nel 1973 della statua di bronzo di Giulietta, opera
dello scultore Nereo Costantini. Una specie di set cinematografico, quindi, un
acchiappaturisti per lungo tempo gratuito -l’importante era attirare i turisti
a Verona-, ma che ora si è deciso di monetizzare.
La “casa di Giulietta” non è un
monumento storico, ma rappresenta piuttosto un incontro sentimentale. Qualcuno,
non a torto, ha già denominato il provvedimento “la tassa sugli amanti”. E,
intanto, tra overtourism e la scaltrezza delle amministrazioni comunali, il
turismo in Italia somiglia sempre più a un parco di divertimenti: https://maledettitropici.blogspot.com/2024/03/le-citta-italiane-luna-park-del-turismo.html

Nessun commento:
Posta un commento